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Software Libero

“Il maggior pericolo a cui ci troviamo di fronte è quello dei brevetti sul software, che possono rendere inaccessibili al software libero algoritmi e funzionalità per un tempo che può estendersi fino a vent’anni. I brevetti sugli algoritmi di compressione LZW furono depositati nel 1983, e ancor oggi non possiamo distribuire programmi liberi che producano immagini GIF compresse. Nel 1998 un programma libero per produrre audio compresso MP3 venne ritirato sotto minaccia di una causa per violazione di brevetto.

Ci sono modi per affrontare la questione brevetti: possiamo cercare prove che un brevetto non sia valido oppure possiamo cercare modi alternativi per ottenere lo stesso risultato. Ognuna di queste tecniche, però, funziona solo in certe circostanze; quando entrambe falliscono un brevetto può obbligare tutto il software libero a rinunciare a qualche funzionalità che gli utenti desiderano. Cosa dobbiamo fare quando ciò accade?

Chi fra noi apprezza il software libero per il valore della libertà rimarrà comunque dalla parte dei programmi liberi; saremo in grado di svolgere il nostro lavoro senza le funzionalità coperte da brevetto. Ma coloro che apprezzano il software libero perché si aspettano che sia tecnicamente superiore probabilmente grideranno al fallimento quando un brevetto ne impedisce lo sviluppo. Perciò, nonostante sia utile parlare dell’efficacia pratica del modello di sviluppo “a cattedrale”, e dell’affidabilità e della potenza di un dato programma libero, non ci dobbiamo fermare qui; dobbiamo parlare di libertà e di principi.”[1]

Queste sono le parole di Richard Stallman, fondatore della Fondazione per il Software Libero (FSF) e leader del Progetto GNU, teso a liberare la cultura e la conoscenza in generale.

Da questa filosofia sono nati alcuni dei più importanti progetti di liberazione della cultura e del software nel mondo: è nato uno spirito collaborativo di persone che dedicano parte del loro tempo a mettere a disposizione degli altri le proprie conoscenze, in qualsiasi campo; sono nati progetti software per utilizzare i propri computer (”calcolatori”) senza dover pagare ulteriormente per usufruire di un sistema operativo. Sono nati dei progetti che hanno concretizzato ciò che in molti paesi del mondo non è ancora possibile ottenere: la libertà di espressione, di condivisione e di maturazione di progetti, la libera circolazione delle idee e lo scambio culturale.

Ho deciso di collaborare ad alcuni di questi progetti in maniera concreta, dando il mio supporto per lo più nel campo delle traduzioni della documentazione dall’inglese all’italiano. Di seguito, sono elencati i progetti GNU che seguo:

Ubuntu GNU/Linux

OpenMoko GNU/Linux

Wikimedia Foundation

Open Street Maps

[1]

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