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Da un anno a questa parte sono un fonero, credo sia percepibile guardando il banner sulla colonna a destra di questo blog.
Riassumo l’iniziativa dicendo che la FON, azienda spagnola, vende ad un prezzo stracciato la Fonera, un access point wireless dalle dimensioni veramente ridotte (entra nel palmo di una mano) che, una volta collegato a qualsiasi modem/router/switcher ethernet, mette in wi-fi la rete, creando due reti wireless: una privata per l’uso domestico, l’altra pubblica accessibile gratuitamente da tutti gli altri possessori di una Fonera (Foneros). La sicurezza è garantita sulla propria rete privata dalla cifratura sia WEP che WPA. Tutti gli utenti non-foneriani possono navigare collegandosi a qualsiasi fonera nel mondo, per la modica cifra di 3€ al giorno. La metà di questa cifra viene versata sul conto del proprietario della fonera (che quindi guadagna), l’altra metà và alla FON.
Cosa ci si guadagna: il proprietario della Fonera può navigare gratuitamente utilizzando tutte le fonere sparse per il pianeta; chi non ha una fonera può avere internet praticamente dovunque nel mondo, a prezzi contenuti (oppure può comprarsi una Fonera e diventare un foneriano). Tutti gli spostamenti di denaro avvengono tramite PayPal.
Un sistema semplice, dai costi veramente ridotti, che ha puntato (e c’è riuscita) alla diffusione globale, con una prospettiva di spreading impressionante: nel solo 2007 sono nati 200.000 nuovi foneriani, che in questo momento sono circa 660.000. Non ci sono dubbi che il 2008 sarà l’anno in cui i foneros diventeranno 1.000.000.
Il senso di questo post? Grazie all’impegno di una associazione della mia città che opera nel campo della cultura libera, stiamo diffondendo l’iniziativa e cercando una diffusione a livello locale: negli ultimi 2 mesi sono nati 5 nuovi hotspot a Terlizzi e 1 nuovo hotspot a Molfetta (BA). Quindi, foneros nella zona, che aspettate? La navigazione libera e gratuita è dietro l’angolo!
Per chi ancora non si fosse avvicinato al mondo FON, il messaggio è chiaro: la conoscenza libera, oggi, viaggia su internet: l’informazione pura, pulita, disinteressata, è tutta nella Rete, che è mezzo preferenziale per la diffusione di contenuti culturali ed educativi, grazie alla sua caratteristica intrinseca di essere dappertutto, nel mondo. FON sta aiutando tante persone ad uscire dal digital divide, che in Italia è ancora - purtroppo - all’ordine del giorno. Aiutiamo FON, ed aiuteremo noi stessi a vivere in un mondo più libero.
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Febbraio inizia con qualche novità anche per il Portale Giochi del Wiki di Ubuntu-it:
- Stepmania 64bit - Funguloids (grazie a Marbell) - DreamChess - Vertris - EmiliaPinball - Hedgewars
Il portale conta attualmente 154 guide! Buon divertimento a tutti
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Questo sarà un post lungo, rimboccatevi le maniche…..
Come forse avrete letto in qualche post precedente, da poco il Portale Giochi ha compiuto un anno (Dicembre 2006), festeggiando l’anniversario nel migliore dei modi, con il raggiungimento delle 150 guide (in questo momento anche più).
Se è vero che ho dedicato gli ultimi 8 mesi del mio tempo libero al raggiungimento di questo obiettivo, è vero anche che non è la quantità che conta, ma la qualità: ho fatto in modo (anche grazie alle generose e giuste pressioni del mitico Admin) di mantenere il wiki sempre ordinato e, entro i limiti delle mie conoscenze, aggiornato.
Insomma, dopo un anno, possiamo dire che il Portale Giochi è adesso una entità a sè stante, che ha bisogno solo di regolare manutenzione e non di grandi opere di ristrutturazione (se volete esprimere la questione in altri termini, diciamo che il grosso del lavoro è fatto).
Negli ultimi 2 mesi, inoltre, si è affacciata dalle parti del Portale Giochi una persona straordinaria, V (aka Riccardo Filippone), che ha contribuito attivamente alla salvaguardia dell’ecosistema ludico e alla “ripopolazione” dell’ambiente con specie “rare” e “preziose” (come la sua guida a Wine). Insomma, per dirla con uno slogan: “Su V, potete contarci”. La sua dovizia in questi giorni è stata premiata con la membership alla Comunità Italiana di Ubuntu; approfitto dell’occasione per dirgli “Te l’avevo detto….”
Dove voglio arrivare?
Come ho detto prima, negli ultimi mesi ho dedicato quasi la totalità delle mie energie (e delle mie notti, beninteso) alla sistemazione del Portale Giochi (arrivando ad editare anche 130 pagine nel giro di 2 ore); la naturale conseguenza di tutto questo è che ho trascurato altri progetti a cui volentieri mi dedicavo prima (sto parlando di Wikipedia, del Wiki di OpenMoko e del progetto di Open Street Mapping). I tempi mi sembrano maturi per potersi riavvicinare a questi altri meravigliosi obiettivi liberi.
Sia chiaro, non si tratta di un addio. Ho intenzione di rimanere l’editore del Portale Giochi, e quando posso, di sistemare dove possibile. Soltanto, diciamo che per qualche mese “uscirò a farmi un giro” (”si, cara, vado a comprare le sigarette…“).
Nel frattempo, vi lascio un regalo. Come V ben sa, ho creato uno script in Python che permette di creare molto velocemente le voci per il Portale; ho integrato funzioni di:
- controllo del NomeWiki (il nome del gioco viene automaticamente formattato secondo questa forma, se viene inserito in maniera scorretta);
- inserimento veloce dei dati nella tabella descrittiva del gioco;
- selezione veloce (e assistita) della Licenza;
- inserimento della pagina nella propria Pagina Prove (se incompleta) o apertura di Firefox alla voce corrispondente (in modalità edit, se la guida è completa); anche sul nome utente inserito in quest’ultimo caso c’è il controllo sul NomeWiki.
Insomma, non vi lascio a bocca asciutta. Ho creato una paginetta apposita per lo script: se avete suggerimenti, proteste o richieste di santità, mi farebbe piacere le scriveste lì. Per qualsiasi cosa, potete sempre e comunque scrivere a me o a V.
Buon divertimento a tutti!
Francesco
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Ebbene si, dopo tanti sforzi, notti insonni, libri chiusi e ditate sulla tastiera, il Portale Giochi del Wiki di Ubuntu-it.org arriva a 150 GUIDE.
Sono queste le occasioni che mi portano a ricordare quando mi sono avvicinato alla comunità, la bellezza di un anno e mezzo fa. Non voglio essere retorico, ma è proprio vero che nel mondo del Free Software le cose cambiano molto, molto velocemente. L’attività collaborativa permette di dare una spinta eccezionale allo sviluppo dei programmi e della loro documentazione. È un pò ciò che è avvenuto per il Portale Giochi di Ubuntu-it. Riassumo alcune date per me importanti:
1) Andando a spulciare la cronologia delle pagine, per quanto indietro si possa andare, potremmo dire che il Portale Giochi risale al lontano Dicembre 2006 (forse anche prima…). Era più o meno di quei tempi che il buon Giuseppe Terrasi cominciò a fare ordine nelle voci.
2) Ad Aprile 2007, ci si accorge dell’esistenza di Ubuntugames.org, un “fork” di Ubuntu-br, che è venuto costituendosi come portale autonomo sui Giochi per Ubuntu. Si uniforma quindi lo stile del nostro wiki a quello “internazionale” (sarà Milo Casagrande a farsi carico di questa fatica).
3) A Maggio, Guglielf (alias Filippo Guglielmetti) inaugura il topic del Portale Giochi sul forum di Ubuntu-it (e su quelle pagine se ne leggeranno delle belle!); io e Niccolò Forlini (che purtroppo qualche mese fa ha interrotto la sua collaborazione con la Comunità) decidemmo di dedicarli a qualche traduzione di pagine sui giochi in italiano.
3) A Giugno 2007 ero utilizzatore di Ubuntu da 11 mesi, e comincio a comprendere che, è vero, c’è tanta gente che dedica tempo allo sviluppo del sistema (in un certo senso, lavorano “anche per me”, mi dissi). Decisi quindi di migliorare l’impostazione di qualche voce. Il passatempo si trasformò in una vera e propria attività fissa (diurna e notturna), anche perchè avevo già dato gli esami all’Università. L’estate del 2007 diventa una vera fucina per il Portale, che comincia ad ingrandirsi ed espandersi. La mia nomina ad Amministratore di Sezione del Portale Giochi era ormai fuori discussione
4) Arriva Settembre 2007, arrivano le idee. Dopo un mese di giornalieri contatti con il team di Ubuntu-br, ed in particolare con i traduttori di Ubuntugames.org, mi frulla per la testa l”idea che, visto che Ubuntugames.org esiste in 4 lingue (Spagnolo/Portoghese, Inglese, Francese, e Russo), perchè non aggiungere anche quella Italiana? Il “problema” sarebbe legato soprattutto a questioni di hosting e visibilità: si tratterebbe di spostare un portale che allora contava già quasi un centinaio di voci, sul dominio di Ubuntu-br.org. Il Consiglio della Comunità si oppone, sostenendo che, per questioni di visibilità di Ubuntu-it, è meglio che il sito rimanga dov’è.
5) A metà Novembre 2007, alcuni utenti mi suggeriscono di inserire in ogni voce nel Portale, delle icone che distinguano nettamente i giochi liberi da quelli proprietari, così da dare maggiore visibilità al software libero. A questa idea, aggiungo la mia: delle icone che indichino la reperibilità dei giochi (se presenti nei repository, proprietari ed emulabili con Wine, ecc). La gestazione del progetto è lunga, ma a Dicembre l’intero Portale è stato uniformato e organizzato con le nuove icone.
6) Proprio tra Novembre e Dicembre 2007, una nuova penna si fa viva nel Gruppo Documentazione: un utente di nome V (alias Riccardo Filippone) sostiene d’essere in grado di poter scrivere più di qualche guida a giochi interessanti. In men che non si dica, V riesce a sfornare qualcosa come una trentina di guide. V è attualmente la persona che più meriterebbe d’essere identificata come artefice dello sviluppo del Portale. Gloria, gloria a V.
7) OGGI, 28 Gennaio 2008: il Portale Giochi compie 150 guide.
Come avrete capito, la storia dello sviluppo di Ubuntu e della sua Documentazione è una storia fatta di libertà, di amicizia, di discussioni, controversie, spammate e sgridate da parte degli Admin Dopo quasi 2 anni dal mio avvicinamento alla Comunità, continuo a restare entusiasta dal livello e dalla qualità dei prodotti e della gente che della Comunità fa parte. Per quanto mi riguarda, in questa occasione voglio ringraziare tutti gli artefici (diretti o meno) di questa bella creazione che è punto di riferimento per migliaia di utenti italiani. Il mio grazie di cuore và quindi (non in ordine), a:
Giuseppe Terrasi Filippo Guglielmetti tutto il team di Ubuntugames.org tutto il Gruppo Doc Il mitico Admin (Alessio Treglia) Milo Casagrande Niccolò Forlini —-> Riccardo Filippone
…Ed ovviamente tutti gli utenti che hanno contribuito leggendo, modificando, criticando e dando consigli sulle guide (si, sto parlando per esempio di Marbell e di tanti altri… non me ne vogliate se dimentico qualcuno )
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Nuovi aggiornamenti dal Portale Giochi del Wiki di Ubuntu-it: sono stati aggiunti 5 nuove guide:
- gBrainy - Snowballz - PipeWalk - PrBoom - Nimuh
Come sempre, mi sembra il caso di ringraziare V
Il Portale Giochi conta attualmente 148 guide!
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C’è ben poco da dire… sarà forse che il mio blog è un pò minimalista, sarà che qualche immagine parla più di molte parole… comunque, qualche settimana fa ho visto questo sito e non sono riuscito a resistere all’impulso di provarlo a casa.

Una scappata al più vicino ferramenta del paese, ed ecco il risultato: non ho più neanche un cavo a terra.

Tra i vari oggetti e cavetti fissati sotto la mia scrivania, sono ben visibili - Il modem Alice Gate - La Fonera - il trasformatore delle mie casse Creative - il controller delle suddette casse - il trasformatore del mio pc principale, un Dell Inspiron 640m
Anche se un pò artigianale, il risultato finale è stato un successo, sono veramente soddisfatto. Spero che qualcuno possa trarre sani spunti per qualche nuova creazione Ovviamente segnalatemele, magari pubblico qualche foto sul blog!
Per la serie: fatelo a casa!
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Mi sono appena alzato dopo i soliti bagordi notturni di fine anno e, come proposito per il nuovo anno, mi son recato sulla PAGINA DELLE DONAZIONI della Wikimedia Foundation ed ho donato una piccola cifra. Oggi è l’ultimo giorno per contribuire alla annuale raccolta fondi per l’autosostentamento dei progetti della Wikimedia Foundation e, si, credo che il mondo sarebbe peggiore senza una così grande risorsa libera di contenuti liberi.
Buon 2008 a tutti
Francesco
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Nell’ultimo giorno del 2008, l’infaticabile V ci regala l’aggiornamento alla guida di Urban Terror, alla versione 4.1. Devo anche rendere noto che Enrico ha creato una wiki all’installazione di Super Mario War, che adesso è anch’essa nel Portale.
Grazie Riccardo, grazie Enrico.
Il Portale Giochi conta ora 138 guide.
Ricordo a tutti gli utenti che gli amministratori e gli editori del Wiki sarebbero felicissimi di poter inserire nel wiki le guide create dagli utenti, quindi… scatenate la fantasia!!
Per quanto riguarda la finanziaria… beh, c’è un buco di 10 milioni di euro destinati al Software Libero… che fine hanno fatto? Qualcuno ne ha sentito parlare? Guardate qua.
A proposito: BUON ANNO A TUTTI!!!
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Premessa
Prima di acquistare questo gioiellino ho letto talmente tante recensioni (per lo più in inglese) da far venire il mal di testa. Ciò significa anche che alcune delle informazioni che troverete scritte di seguito probabilmente le avrete lette già in qualche altra occasione. È sottinteso: non inviatemi mail o messaggi privati sul forum per chiedermi dove l’ho acquistato: su ebay lo si trova come il pane (da rivenditori statunitensi), su quasi tutti i negozi online europei è esaurito e le spedizioni ricominceranno a gennaio (per lo meno non si pagano le tasse di dogana, all’interno dell’UE). Fate voi.
Introduzione
Tutto ciò che leggerete è scritto in riferimento alla versione da 4Gb, con wireless integrato, webcam, casse audio, tastiera inglese (l’ho acquistato dagli USA). Vi prego di ricordare che è tutto scritto seguendo i miei particolarissimi metri di misura, che prevedono anche il tatto, il gusto e l’udito, quindi non venitemi a dire “secondo me non è plasticosa come hai detto tu” o “non è vero, quei 3,5 mb di ram per il sistema operativo a me non ci sono” o cose del genere.
La prima impressione all’apertura del pacco è quella che in molti hanno scritto, ma vi assicuro che non potrebbe essere altrimenti: “Caspita, è veramente piccolo…”. Si, effettivamente non ci si rende conto delle ridotte dimensioni fino a quando non lo si prende in mano per la prima volta. Il colore del mio modello è il nero (quello bianco si sporcherebbe troppo facilmente, e non sono un fan del Mac, anzi…). Il contenuto della confezione credo lo conosciate abbastanza bene; sicuramente la cosa inclusa nella confezione che ho trovato più utile è stata la custodia imbottita: è molto sottile, ma a meno che non vogliate portare il vostro Asus EEE ad un concerto SKA, credo che svolga abbastanza bene il proprio dovere. Sono rimasto anche entusiasta del caricatore: è poco più grande di quello del mio Nokia 6630, ovvero rientra nelle dimensioni medie di un caricatore per cellulari, e questo lo rende l’ideale da portare nelle valigie o negli zainetti delle vacanze.
Primo impatto con il software
L’accensione è veramente molto rapida, una ventina di secondi circa (forse 25). La prima cosa che salta all’occhio è la abbondante luminosità dello schermo: mi ha lasciato sbalordito. Anche la risoluzione molto alta lo rende l’ideale per far vedere agli amici in facoltà le foto del matrimonio della propria sorella (o, più probabilmente, quelle dell’amico ubriaco la sera prima o dell’ultimo liquido fosforescente per l’impianto di raffreddamento a liquido del proprio pc fisso). In un certo senso, lo schermo non ha niente da invidiare a quello di altri portatili (certo, se lo volete spettacolare da rimanere con la lingua a terra, compratevi un Vaio e portatevi in giro 2 Kg di portatile…).
Il software si interfaccia molto semplicemente ed in maniera molto diretta con l’utente: come avrete visto dagli innumerevoli screenshots online, è diviso in schede a seconda dell’area di competenza dei programmi, una scelta molto intelligente. Ovviamente, non vi parlerò del software programma per programma: sono cose che trovate scritte dappertutto e poi OpenOffice lo conoscete anche meglio di me (si, è vero, OO su EEE carica in 5 secondi).
Quelle che sto per descrivere, sono le pecche evidente della distro Xandros preinstallata. Anzi, prima di tutto, cominciamo da una scelta molto saggia: KDE. Onestamente non ho controllato quanta ram venga impiegata per il solo avvio del sistema, ma nel complesso non credo molta perchè è veramente reattivo. L’aspetto è WindowsXP-like (a partire dallo stile dei tasti di chiusura, minimizza, ecc).
Dicevo, le pecche: credetemi, mi sono sentito un attimo perso quando, tentando di installare un pacchetto via apt, mi sono chiesto: “dov’è il terminale“?? Ebbene, il terminale non è tra i programmi listati. Infatti, per averne uno bisogna usare la combinazione di tasti CTRL+ALT+T. Non la trovo una scelta molto saggia, ma comunque comprensibile, considerato il pubblico al quale è destinato l’oggetto.
All’inserimento di una penna USB, appare un’iconcina nella traybar, pace all’anima sua… niente icona enorme, bisogna andare a fare il tiro a segno nella tray. Comunque, vengono montate automaticamente e viene visualizzata la classica finestra in cui scegliere l’operazione da eseguire (dalla tradizionale apertura in finestra ad altre opzioni a seconda del contenuto della perferica di archiviazione). Se chiudiamo questa finestra bisogna andare a prendere l’icona dell’usb in tray, non lo auguro a nessuno.
I repository attivati di default sono quelli della distro integrata. Non hanno i 25.000 pacchetti di Ubuntu, ma per un uso essenziale dello strumento vanno bene (ok, per un geek non esiste un uso essenziale, lol). Si possono tranquillamente aggiungere i repo di Debian e tentare di installare qualcosa.
Ma perchè farsi del male in questa maniera?
eeeXubuntu
Poco prima che arrivasse il pacco dell’Asus, il buon vecchio stinco di santo di Alessio mi ha illuminato sull’esistenza si eeeXubuntu, una versione di Xubuntu moddata apposta per adattarsi alle esigenze (spesso hardware) dell’Asus. Un esempio su tutti, il mitologico chip Atheros del wi-fi integrato, che normalmente necessiterebbe di ndiswrapper per essere sistemato a dovere, che con eeeXubuntu viene riconosciuto e connesso al primo avvio. La trovo una cosa fantastica. Il motto di eeeXubuntu, per il momento, è ancora “simply, works”. L’installazione è veramente molto semplice: si scarica la iso (circa 530 Mb se ricordo bene), la si masterizza, e si avvia la live riavviando il pc. Dalla live, si apre un terminale e (dopo aver inserito una penna USB da, immagino, qualcosa più di 530 mb) si digitano pochi comandi, che copieranno la live di installazione sulla usb. Si stacca la usb, la si inserisce nell’Asus, si accende il portatilino, e come per magia, si avrà davanti il solito menù della live. Si seleziona l’opzione di avvio per Asus EEE (la seconda, credo) e si avvierà la live sul proprio Asus. Il resto è esattamente come una normale installazione di X/K/Ubuntu.

Dopo l’installazione, è tutto funzionante e riconosciuto: il wireless (ho faticato due giorni per far funzionare lo stesso identico chip sullAcer di mio fratello!), i tasti funzione: aumenta/diminuisci luminosità, standby, arriva/disattiva wireless, ecc. Una delle cose che si nota subito, è che non vengono riconosciuti i tasti di aumenta/diminuisci/disattiva volume. A tutt’ora, l’unico modo per ammutolire il mio Asus è abbassare manualmente il suono dal regolatore di Xubuntu. Per il solo avvio, Xubuntu impiega solo 110/120 mb dei 512 totali, un vero successo. Il rapporto tra mousepad e schermo è studiato molto bene, a primo impatto il mousepad è troppo piccolo per uno schermo del genere, ma “la sensazione è illusoria” (frase da scientista?).
La mia MMC, munita di apposito adattatore che l’ha fatta diventare una SD, viene perfettamente riconosciuta e montata da eeeXubuntu, che ci impiega meno di un nanosecondo, ed eccola lì sul Desktop.
Onestamente, non avevo mai usato Xubuntu (ho trascorso 2 anni su
Kubuntu e da qualche settimana sono passato ad Ubuntu). NLe note dolenti (molto dolenti)on ha niente
da invidiare ai sui fratelli maggiori, ed è di una leggerezza mostruosa.
Le note dolenti (molto dolenti)
Tra i tanti tasti funzione, c’è anche quello dolente: la webcam integrata. Ovviamente, perfettamente funzionante e riconosciuta sulla Xandros preinstallata (con una definizione d’immagine peraltro molto gradevole), non viene automagicamente riconosciuta da eeeXubuntu. Ad essere sinceri, non mi sono ancora informato in merito, ho solo installato Skype e notato che la webcam non funge. In fin dei conti se sono riuscito a far fungere l’Atheros a mio fratello, uscirò vivo anche da questo. Se ci sono sviluppi, vi terrò aggiornati. Però non vi nascondo che mi sarebbe davvero tanto piaciuto vederla funzionare a dovere al primo avvio.
E adesso, il tasto più cattivo, malvagio e devastante di tutti: le penne USB. Cercate di non piangere mentre lo dico: non vengono montate. Anzi, ci ho speso 10 minuti, ma non sono riuscito a farle fungere. Parlo di qualsiasi periferica di archiviazione USB. Sotto questo punto di vista, eeeXubuntu mi ha molto deluso. Ma voglio smanettarci ancora un pò prima di giungere a conclusioni affrettate, quindi abbiate pazienza.

La fisicità
La tastiera è ovviamente quella inglese (come ho specificato nell’introduzione), e fortunatamente da un paio d’anni ho superato il mio rapporto adolescenziale con la tastiera, e scrivo senza guardarla, quindi per me non è cambiato niente, le lettere italiane sono sempre al loro posto, anche se sui tasti le lettere non sono quelle. In molti vi starete chiedendo se la tastiera è così “plasticosa” come dicono. Effettivamente, mi aspettavo molto peggio. Una volta fatta l’abitudine all’insolitamente piccola dimensione dei tasti (che sono grandi esattamente quanto i miei rinsecchiti polpastrelli callosi di bassista), si scrive alla grande (anche se, personalmente, trovo che la “A” sia un pò troppo a sinistra del baricentro ideale della tastiera, ed è la lettera che dopo 10 giorni sbaglio ancora maggiormente). Come sempre, è solo questione d’abitudine, dopo qualche ora o qualche giorno si acquisisce piena padronanza della situazione.
Dimenticavo, la durata della batteria. La leggerezza e la modestia di risorse di eeeXubuntu sembra in qualche modo aiutare noi poveri giramondo: quelle poche volte che ho provato ad usarlo per ore ininterrottamente in facoltà, dura realmente le 3 ore che sono indicate nelle recensioni (badate, con il wireless disattivato e la luminosità dello schermo a metà).
Conclusioni
So che non avete ancora tutte le risposte che vorreste, ma non riesco a fare di meglio: il metro di valutazione di strumenti “ampi” come i portatili (in questo caso sarebbe meglio parlare di UMPC) sono così vari e soggettivi che sarebbe impossibile dare un senso compiuto ad ogni singola impressione o dato di fatto.
Nel complesso, sono assolutamente entusiasta dell’acquisto, anche perchè prima mi portavo in giro (in facoltà, s’intende) ogni giorno il mio fidatissimo laptop Dell da 1050€ (la bellezza di 2,5 Kg circa). Adesso sono passato agli 850 gr circa dell’Asus EEE, e non immaginate quanto ne sia felice. Soprattutto per chi, come me, non ha molto tempo per rivedere i propri appunti dell’università o le dispense del prof (dopo 8 ore di lezione giornaliere, permettete….), finalmente ho tra le mani un laptop che posso comodamente uscire e mettere sulle ginocchia in treno, senza fare acrobazie per evitare di uccidere le tre persone che mi circondano (i treni pugliesi per il 40% risalgono ai gloriosissimi Anni 60, roba di qualità!).
Per quanto mi riguara, l’ASUS EEE sta aprendo un’era: l’aumento di pc portatili di dimensioni ridotte faciliterà lo scambio delle informazioni, ridurrà la costosissima (ed anti-ecologica) comunicazione cartacea, e catapulterà una marea di nuovi utenti in rete, liberando l’informazione (e le comunicazioni). D’altro canto, l’adozione di un sistema operativo GNU/Linux convincerà gli utenti a superare i pregiudizi secolari che continuano a circolare diffusamente sul software libero. Speriamo che il mondo ne prenda consapevolezza, piano, piano….
PS: ovviamente, questa recensione è stata scritta mentre sono in macchina giù a casa della mia ragazza. La sto aspettando da mezz’ora, sono collegato ad internet tramite la sua Fonera, e sto scrivendo sull’Asus
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24 Commenti »
Ebbene si, grazie agli sforzi congiunti dello straordinario maratoneta del Wiki (V, alias Riccardo Filippone) e miei (in maniera molto marginale) sono state aggiunte ben 6 nuove guide nel Portale Giochi.
1) PCSX2: Farà felici in molti, è un emulatore di giochi della Playstation2 su Ubuntu… sopresi? 2) Thunder&Lightning: ispirato a Carrier Command, è un simulatore di volo free software; 3) Astro Menace: un simpatico arcade a scorrimento, sul genere “spaziale”; 4) Vdrift: come resistere? Un gioco di simulazione di corse automobilistiche (e che macchine, ragazzi!) 5) Danger From the Deep: originalissimo: un simulatore di vita nei sottomarini. 6) Memonix: simpaticissimo gioco di carte che aiuta la sviluppare la memoria ormai sopita dopo ore e ore di pc-working.
Dopo la sistemazione delle nuove icone per le licenze nel Portale, il Natale ha portato ancora altre novità…
Riccardo (”in collaborazione con…”) Alessio (lunga vita all’Admin), ha creato una nuova guida alla configurazione di Wine, disponibile nella pagina Emulatori/Wine/Configurazione per configurare il noto programma Wine con un occhio di riguardo per i giochi. Ci voleva, eh? Ovviamente per commenti, pareri e critiche su qualsiasi wiki nel Portale, potete scrivermi a fradeve@ubuntu-it.org.
Insomma, anche sotto Natale le novità non mancano, e ce n’è veramente per tutti i Gutsy (citando il banner nella Home del sito). Nel frattempo, il Portale Giochi cresce, ed arriva a 137 guide.
Buon Natale a tutti!
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