Durante l’openstreecamping2008 abbiamo avuto la necessità di trasformare, con gpsbable, le decine di tracce igc, il formato di tracking che utilizza il cellulare di Fradeve, raccolte durante i giri in bici in formato gpx che è il formato utilizzato da josm.

Dopo qualche giorno ci siamo resi conto che era noioso ridigitare ogni volta il comando dal terminale (ovviamente non tutto, ma modificando semplicemente il nome del file nel comando precedente) e potevamo perdere tempo prezioso in questo modo? Ovviamente no!

Mentre Fradeve leggeva la biografia di Torvalds (ve la consiglio) e il caldo era insopportabile, ho scritto un piccolo script in python per convertire in massa file igc e nmea in file gpx.

Credo sia possibile farlo anche in bash, ma non conoscendo il bash ho preferito usare il python e in particolare il modulo os, contenuto nella libreria standard, che permette al programma di interfacciarsi con il sistema operativo.

Clic qui per scaricare lo script

Qualche commento al codice:


if formato in ListaFormati :
    ListaFile = CercaFile(os.listdir('.') , formato)
else :
    print "Formato inesistente o non ancora implementato, esco dal programma."
exit()

Controlla il formato passato come argomento al programma e, se corretto (i formati accettati sono igc e nmea), restituisce una lista, attraverso la funzione os.listdir(cartella), con tutti i file contenuti nella cartella passata come argomento.


def CercaFile(lista, flag):
    for i in lista:
        if flag in i:
        gpx.append(i)
    return gpx

La funzione CercaFile restituisce una nuova lista contenente soltanto i file con l’estensione interessata (igc o nmea), eliminando tutti gli altri file inutili.


if ListaFile != []:
    c = 0
    for i in ListaFile:
        stringa = "gpsbabel -i " + formato + " -f '" + i + "' -o gpx -F '" + i[0:-3] + "'gpx"
        os.system(stringa)
        c = c + 1
    print "Ho trasformato " +str(c)+ " file in gpx ed ho cancellato i file " + formato + ""
else:
    print "Non ci sono file da convertire, ciao!"

Controlla che ci siano file da convertire, in caso positivo passa al sistema, attraverso il la funzione os.system, il comando gpsbabel necessario alla conversione dei file. La stringa che può sembrare complicata serve a trasformare i file mantenendo il nome originale.

Per eseguire lo script basta copiare i file da trasformare nella stessa cartella dove è presente lo script e poi da terminale digitare:

$: python trasforma.py formato

dove formato deve essere sostituito con igc o con nmea a seconda del formato di partenza dei file.

Semplice, veloce ed efficace a patto di aver gpsbabel installato, ovviamente!

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Fradeve OpenBlog si arricchisce di un editore: dopo l’esperienza dell’OpenStreetCamping 2008, ho deciso di unire le mie forze (e di chiunque voglia aggregarsi) con Alessandro (aka Sdonk) per pubblicare articoli su OpenStreetMap, per cercare di far crescere la Comunità di questo progetto collaborativo per la realizzazione di mappe libere, anche in Italia.

I miei auguri ad Alessandro e buona lettura a tutti ;)

PS: aggiungo il suo blog nel mio blogroll ;)

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Si, è pressappoco quello che ho fatto con un concittadino: mappare il più possibile in 7 giorni (con le dovute pause, eh) per contribuire alla mappatura libera del pianeta: OpenStreetMap.

La città in questione è Terlizzi (BA) ed il suo agro. Nell’immagine sotto sono riportare le strade mappate da me; quelle in grigio sono quelle mappate dal mio concittadino, l’utente Sdonk.

Da OpenStreetMap, senza precauzioni: le strade sono corrette :D
CLICK QUI


Ed ecco i miei edit sulla mappa:


Lo so, sono un bel pò di km. Sapete una cosa? Alle volte, girando sia da solo che in compagnia con la bicicletta e macinando queste strade, mi son convinto che è bellissimo contribuire alla nascita e allo sviluppo di progetti di software libero, ma è ancor più bello quando si scolla il culo dalla sedia (le signore mi perdonino i termini crudi).

Il mondo è la fuori, c***o!! Armatevi di GPS ed uscite, pigroni!

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Quest’anno, c’è qualcosa di nuovo sotto il sole estivo. Avete voglia di sole, mare, foreste, ciclismo nella natura? Siete appassionati di campeggio, non vi muovete senza tenda e fornellino? Volete contribuire al più grande (e ben riuscito) progetto di mappatura del mondo conosciuto, OpenStreetMap?

Bene, OpenStreetCamping fa per voi.

Da un’idea mia e del mio compagno (e compaesano) di mapping, Sdonk aka Alessandro, abbiamo avviato per la prima volta nella storia di OpenStreetMap un viaggio-campeggio con l’intenzione di montare tenda in molti posti diversi e, servendoci della bicicletta (infilata con la forza nella mia FIAT Panda che utilizzeremo per gli spostamenti) mapperemo quante più strade possibili.

La nostra tenda è da 6 posti, e i mapper da tutto il mondo sono i benvenuti a trascorrere 10 giorni in nostra compagnia. Saremo nel Parco Nazionale del Gargano dal 4 al 13 agosto.

Per riassumere, incollo qui la lettera che abbiamo inviato nella mailing list italiana di OpenStreetMap:


Carissimi Mapper italiani,
siamo due freschi mapper pugliesi che si stanno impegnando a mappare praticamente qualsiasi cosa capiti a tiro in giro per la città in cui viviamo, Terlizzi ed il capoluogo in cui studiamo, Bari. I risultati di 2 mesi di mapping sono visibili qui. Tutto il mapping è fatto completamente in bicicletta, quindi vi lasciamo immaginare quanti km abbiamo fatto in due mesi :D

Arrivata l’estate, finiti(?) gli esami, abbiamo pensato di andare in campeggio sul Gargano per una decina di giorni. Nello stesso momento in cui abbiamo avuto l’idea del campeggio, ci siamo guardati in faccia e senza aggiungere altro, abbiamo cominciato ad “accarezzare” l’antenna GPS… l’idea ormai era partorita. È così che ci è venuto in mente l’OpenStreetCamping. L’idea (malata) è più o meno la seguente: si parte per un campeggio di 10 giorni, con la mia fedelissima FIAT Panda “Young”, caricata con tutto il materiale del caso, e le nostre fedeli biciclette.
Ci sposteremo per 3 campeggi in 3 località diverse del Gargano:
- Manfredonia
- Vico del Gargano (Google Maps lo chiama “Vicolo” del Gargano XD)
- Peschici
Sosteremo in ognuno di questi campeggi per 3 giorni, passando tutta la giornata in bici per mappare il luogo. Ovviamente, il tutto sarà accompagnato da innumerevoli bagni nello splendido mare pugliese, grigliate di carne locale e buon vino. C’è venuto in mente di chiamare questa cosa OpenStreetCamping, perchè - in fondo - il nostro primo obiettivo, oltre a pedalare e divertirci, è ovviamente mappare (sul Gargano non c’è praticamente niente).

Non sappiamo se l’idea può interessare a qualcuno, se c’è qualche mapper nei pressi di Manfredonia, se qualcuno vollesse unirsi a noi. Solo, ci sembra un’idea carina che tiene alto lo spirito della “Comunità” mapper italiana.
Per l’occasione stiamo cercando di farci stampare delle magliette con i loghi di OSM; nell’attesa, abbiamo personalizzato i nostri caschi da bicicletta con degli adesivi. Tutto il viaggio verrà documentato con foto e “narrazione” giorno per giorno (pubblicati sui nostri blog [5]), ed ovviamente dal caricamento dei GPX su OSM :D
Considerato che entrambi collaboriamo anche ad alcuni dei progetti della Wikimedia Foundation, il viaggio sarà l’occasione per raccogliere del materiale fotografico che ancora non esiste sulle tre città che visiteremo e sui territori che le circondano. Come dire… sarà un OpenTravel, o qualcosa del genere.

Se avete suggerimenti, idee, proposte, consigli et similia, non esitate a scriverci. Abbiamo in mente di realizzare anche una modesta locandina per pubblicizzare un pò l’idea attraverso i blog.

Saluti,

Francesco [Fradeve11]
Alessandro [Sdonk]


E adesso, dopo le dovute precisazioni, qualche fotografia dei preparativi:


casco2
Il casco con adesivi di OSM su entrambi i lati ;)

0012
Eh si, qui stiamo mappando le campagne pugliesi e ci eravamo letteralmente persi…

Chiunque volesse unirsi a noi nell’impresa di mappare (almeno parzialmente) il Parco Nazionale del Gargano, è pregato di contattarci.

Buone vacanze a tutti!!
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Nonostante il nerissimo periodo affettivo, trovo ancora la forza di scrivere qualcosa, spero possa risultare interessante. Vengo al dunque: secondo quanto affermato da ArsTechnica, Android di Google, il sistema operativo basato su GNU/Linux per cellulari/palmari, non è open source come Google ha più volte affermato. Non mi piace autoreferenziarmi, ma ne avevo già parlato in passato.

In breve, a quanto pare, mentre la maggior parte della community di sviluppatori volontari di Android è costretta ad usare una versione dell’SDK aggiornata a Febbraio di quest’anno, e stanno chiedendosi quando vedranno una nuova SDK su cui sviluppare, un piccolo nucleo di 50 sviluppatori selezionati ha avuto accesso ad una versione aggiornata del software, con molte caratteristiche innovative e molti meno bug.

L’esistenza di questa versione aggiornata dell’SDK (con i miglioramenti tanto agognati da molti fiduciosi sviluppatori) è trapelata per puro errore a causa dell’errato invio di una mail nella mailing list “pubblica” anzichè in quella “privata” degli sviluppatori “intimi e autorizzati”. A peggiorare la posizione di Big G, c’è il fatto che i pochi sviluppatori hanno avuto accesso al codice tramite un accordo di non divulgazione; in altri termini: noi ti mettiamo a disposizione il codice, ma tu non lo dici a nessuno.

Non voglio suscitare sensazionalismi, ma la fiducia è un concetto molto astratto e prezioso: se dò fiducia ad una certa persona, mi aspetto che questa non venga tradita, soprattutto quando la mia “fiducia” si traduce nel *tempo libero* dedicato allo sviluppo di un sistema operativo. Il fatto che Google abbia nascosto al mondo l’esistenza di questa nuova versione dell’SDK, rendendola disponibile con accordo di non divulgazione a pochi sviluppatori, lede profondamente la fiducia delle persone che dedicano il loro tempo libero e le loro energie ad Android.

A questo punto, vien da chiedersi: Google ha nascosto la nuova SDK dietro un accordo di non divulgazione. Quante altre cose sta nascondendo, dicendo nel frattempo al mondo che “Noi di Google crediamo nell’Open Source”?

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Dopo l’entrata in vendita (meno di un mese fa) del NeoFreerunner, il primo palmare/telefono completamente open-source, finalmente anche qualche italiano ha cominciato a ricevere a casa il magico pacchettino nero, contenente la straordinaria saponetta elettronica che farà felice moltissimi smanettoni ed amanti del Software Libero.

Ci sono una serie di rivelazioni/novità del tutto sconcertanti: comincio da quelle più “banali” per arrivare alle più “succose”. Molte notizie sono conosciute già da secoli, ma questo post è un vero e proprio brainstormig…

Statistiche
1) Secondo le statistiche di Giugno del Wiki di OpenMoko (wiki.openmoko.org) l’Italia è al 3° posto nel mondo per “interesse” nei confronti del palmare, con 5177 visite al giorno, preceduta da Germania (14666) e USA (17243). Dietro l’Italia troviamo Francia, Regno Unito, Taiwan e Cina. Sono sbalordito da un così imponente interesse nel nostro Bel Paese, è un segnale molto positivo.

Vendite
2) In 2 giorni il Neo Freerunner è andato completamente esaurito in *tutti* i negozi d’Europa (i distributori erano 4!). Secondo alcuni calcoli sulla mailing list ufficiale, se ne sono venduti in 10 giorni più di 10.000…. spaventoso.

Sviluppo
3) Secondo un sondaggio, la piattaforma di sviluppo OpenMoko è al 2° posto in assoluto come preferenza da parte degli sviluppatori, dopo Android di Google; segue Windows Mobile; Symbian all’ultimo posto. [Ho perso il link, quindi scusate se non vi cito la fonte; ve ne parlo sulla fiducia]

Funzioni
4) Cosa può fare attualmente il Neo Freerunner con OpenMoko: tutto. Telefona, manda SMS, copia la rubrica ed i contatti direttamente dalla SIM, funge da navigatore GPS con mappe vettoriali (OpenStreetMap) ed anche con fotografie aeree; naviga nel web con connessione Wifi e si collega ad altri dispositivi tramite Bluetooth. Grazie a Cerebro [http://lyme.media.mit.edu/cerebro/index.php/Welcome_to_Cerebro] permette di creare reti mesh Wifi senza necessità di connessione ad internet, permettendo ai Neo di comunicare fra loro e scambiarsi dati. Inoltre funzionano benissimo anche le altre applicazioni come l’agenda, il lettore di feed RSS, ecc ecc

Ambienti software
5) Tra gli aspetti più interessanti, non comuni a nessun altro palmare/telefonino, è la presenza di *molti* ambienti “desktop”. Il Neo viene distribuito con il rilascio di OpenMoko 2007.2, un’interfaccia basata su GTK che svolge egregiamente tutte le funzioni per cui è stato programmato. Tuttavia, sono in lavorazione un’interfaccia basata su Qtopia, che integra Gtk, Qt ed e17 (le librerie di Enlightment9), chiamata ASU (April Software Update) ed un’ulteriore ambiente ancora completamente work in progress chiamato FSO, il cui obiettivo è semplicemente avere una stabilità pazzesca (non che il 2007.2 non lo sia, eh).

Batteria
6) Grazie ad una patch, la batteria con lo stack FSU raggiunge le 21 ore di durata :D Secondo gli sviluppatori, ci sono in cantiere altre modifiche al sistema che ne allungheranno ancora di più la vita. Per il momento la vita media di un Neo Freerunner si aggira intorno alle 6 o 7 ore.

Componenti aperte

7) Il Neo Freerunner, essendo completamente aperto, non sopporta l’hardware proprietario. Niente POP-port come nei Nokia Serie 60 per gli spinotti, ma un meraviglioso jack da 2,5 mm per le cuffie e una stupenda porta micro-USB per collegarlo al pc. La batteria in dotazione con il palmare è la BL-5C, usata nei Nokia Serie 60 (come il 6600 o il 6630) e comprarne una “compatibile” costa solo 5€, motivo per cui non c’è da preoccuparsi se - attulmente - la batteria dura così poco.

Penne USB

8) La porta USB del Neo è alimentata: ciò significa che è possibilissimo collegarci una penna USB (con apposito adattatore USB-microUSB) e utilizzare i dati in essa contenuti (anche se gli sviluppatori avvisano che ciò potrebbe diminuire sensibilmente la vita del palmare… certo, se avete una batteria di scorta è tutto più semplice).

Librerie grafiche
9) OpenMoko, lo dò per scontato, è un sistema GNU/Linux, con tutto ciò che ne consegue: sono supportati Python, Perl, C++ ed altri linguaggi di programmazione sia compilati che interpretati. Sono supportati Gtk+, Qt ed e17, quindi ci si può sbizzarrire con il software libero e con il porting di software già esistente.

Il prezzo in Italia
10) Grazie ad una azienda italiana, il Neo Freerunner entrerà in vendita in Italia dal 1° settembre, alla modica cifra (e dico sul serio) di 329€ + 10€ di spedizione. Nel prezzo, oltre al palmare, è inclusa una custodia in neoprene e le cuffie con jack da 2,5 mm. Nella confezione, oltre agli oggetti appena citati, sono presenti: un cavo USB-microUSB per connettere il palmare al PC; un adattatore per ricaricarlo dalla presa elettrica, con ulteriore adattatore per prese europee/inglesi ed una microSD da 512 Mb. Nel prezzo è compreso un servizio “DebugBoard on call service” per l’affitto settimanale delle debug-board.

Il GPS
11) Oggi è stato scoperto un bug nell’hardware del Neo Freerunner; si tratta di un EMC derivante dallo slot che contiene la microSD e che interferisce con il ricevitore GPS, che non riesce (o in alcuni casi ci mette moooolto tempo) ad agganciarsi ad alcun satellite. Fin quando gli sviluppatori non troveranno una maniera per fare fronte al bug (ovviamente la risoluzione dovrebbe arrivare dal software non da una modifica dell’hardware) il problema può essere risolto rimuovendo la microSD quando bisogna usare il GPS (lo so, è una proposta indecente perchè nella microSD possono essere salvate tutte le mappe necessarie alla navigazione) oppure utilizzando un’antenna GPS esterna via bluetooth. Comunque, non in tutti i casi succede quanto descritto sopra, ad alcuni sembra funzionare bene. Aspettiamo fiduciosi ulteriori sviluppi sul tema.

La navigazione satellitare

12) In compenso, sono stati elaborati software semplicemente magnifici per la navigazione GPS su OpenMoko: sto parlando di gvSIG, tangoGPS, che supportano mappe da OSM, e foto aeree da OpenAerialMap.org e Maps-For-Free.org. Questi programmi sono l’ideale anche per tutti i mappers che vogliono cimentarsi in OSM.

I browser
13) OpenMoko ha un browser integrato WebKit ed è già stato inoltre testato Firefox per dispositivi mobile, che prende il nome di “Minimo Web Browser“, e funziona benissimo.

Java
14) OpenMoko adesso, grazie allo sviluppo di Jalimo, supporta anche Java: è anche per questo che gvSIG gira sul palmare. Con questo porting di Java, si apre un mondo di possibilità!

Design aperto e creatività
15) I file CAD con cui sono progettate le mascherine di plastica che ospitano e contengono l’hardware del Neo (il “case” o “chassis”, per capirci) sono sotto licenza Creative Commons, e sono liberamente modificabili e ridistribuibili. Uno studente di design industriale in uno stage all’OpenMoko, ha progettato una stupenda guaina, una cover in plastica per il palmare, che gli conferisce un aspetto veramente robusto e resistente, quasi come gli astucci dei telecomandi. Non ci vorrà molto che qualche azienda non approfitti dell’idea e ne produca dei modelli reali, mettendoli in commercio. I vantaggi dell’hardware libero ;)

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Oggi due osservazioni leggere leggere. Ho notato che ultimamente i server di Wikipedia non si stanno comportando benone. Spesso (capita anche 2 o 3 volte nello stesso giorno) mentre sto salvando alcune modifiche agli articoli, capita che il collegamento ai server si interrompa, le modifiche non vengano salvate (per fortuna vengono ripristinate dallo stesso MediaWiki) o appaia un errore come nella schermata seguente:

Adesso, una notizia più leggera: spesso ci dimentichiamo che il Software Libero ha anche delle “icone libere”, rilasciate con licenza GNU o meglio Creative Commons. Come diretta conseguenza, sono anche presenti nell’archivio online delle immagini libere di Wikipedia, “Wikimedia Commons”. Durante la realizzazione delle pagine di alcuni portali di lavoro sull’Enciclopedia, qualche wikipediano ha ben pensato di usare l’icona di Amarok per simboleggiare la categoria biologica dei mammiferi.

Che dire, è un utilizzo al quale non avevo mai pensato, di solito quando clicco sull’icona, parte la musica :D

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Nell’ambito del mio probabile coinvolgimento in un progetto di valorizzazione del patrimonio artistico/culturale di Bari tramite l’utilizzo di tecnologie open source e palmari, mi son trovato nella necessità di scegliere quale palmare utilizzare nella stesura del progetto di massima.

Ovviamente, ero indirizzato verso OpenMoko, ma qualche soffiata da personaggi misti e vari mi ha consigliato di buttare un occhio al Nokia N810. Sono rimasto scandalizzato. La situazione è intuitiva:

E secondo voi, dovrei pagare 450€ per un aggeggio come l’N810 che
- è INGOMBRANTE
- non telefona nè manda sms
- ha un GPS che dura 5 giorni in demo ($130 da pagare in aggiunta per le licenze software)
- non ha accelerometri,

che ha le stesse caratteristiche di un OpenMoko con cui non posso fare neanche delle semplici telefonate o SMS? Cioè, dovrei portarmi in giro un N810 ed un telefono? È vero, al Neo FreeRunner manca la fotocamera e la tastiera, ma le tecnologie tochscreen integrate in OpenMoko permettono di scrivere molto tranquillamente e velocemente.

Scusate, ma preferisco OpenMoko.

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Ci sono un paio di inglese che hanno già ricevuto il loro Neo Freerunner regolarmente acquistato online da un negozio in Gran Bretagna (TrueBox).

Uno di questi, con tanta buona volontà e con tutto il gusto per la nostra (almeno, la mia) crescente invidia, ha postato alcune foto del Neo appena acquistato, all’apertura del pacco e dopo l’accensione.

Potete trovarle qui: http://www.snmoore.net/openmoko/pictures/freerunner/

Buona sbavata!

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Ebbene si, dopo 2 anni di attesa, preoccupazioni, timori…. ma soprattutto dopo 2 anni di sviluppo e di test, abbiamo LA notizia: è ufficiale che i Neo FreeRunner sono entrati in vendita in Europa.

L’annuncio lo ha dato un cliente del rivenditore ufficiale di OpenMoko in Inghilterra (TrueBox), che questa notte, alle 22.59 ha dichiarato di aver ricevuto da TrueBox il numero di tracking del Neo FreeRunner che aveva ordinato, e che quindi è già in spedizione. Inoltre sullo stesso sito di TrueBox è dichiarato che il primo gruppo di palmari ricevuto da Taiwan (”batch”) è stato spedito a chi l’aveva precedentemente ordinato.

Che dire…. è il primo vero palmare/telefono (o telefolinux) della storia completamente Open Source (e qui, pur essendo un fan sfegatato di Stallman, scrivo Open Source perchè in realtà l’interfaccia grafica è sotto licenza Creative Commons). Comunque basti pensare che è basato su X11, Gtk, Qtopia, E17… Tutto GPL! Che altro chiedere di più?

Sono passati 2 lunghi anni da quel 7 novembre 2006 in cui la FIC annunciò lo sviluppo di OpenMoko e la progettazione del Neo1973, ma adesso è fatta…. :D

È venuto il momento…
FREE YOUR PHONE

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